Amico Fragile, l'annuale tributo a Fabrizio De Andrè che il comitato Arci di Cesena organizza presso il Teatro Comunale di Cesenatico, è giunto all’XI edizione. Le precedenti edizioni hanno riscontrato un ottimo successo di pubblico con almeno 5.000 spettatori che hanno assistito ai diversi spettacoli messi in scena per rendere omaggio ad uno dei più grandi artisti del nostro tempo. Un successo che l'Arci ha saputo costruire dando spazio alle diverse formazioni musicali che in Romagna eseguono De Andrè, proponendo spettacoli originali che hanno sempre coniugato la musica con il teatro. Tutto ciò è stato possibile anche grazie alla stretta collaborazione con l'amministrazione comunale di Cesenatico, continuata anche per questa nuova edizione con la città amministrata dal centro destra. Il 17 e il 18 febbraio alle ore 21 saliranno sul palco la formazione composta da nove musicisti ravennati Bandeandrè, che proporranno lo spettacolo L'amore sacro e l'amor profano.
Gianluigi Tartaull, leader e fondatore della Bandeandré racconta: «Ho riunito per la prima volta la Bandeandré, che ancora non era tale, nell'ottobre del 2008. Oggetto: preparare un concerto su De André in occasione della serata che il Mama's, circolo Arci di Ravenna, ci metteva a disposizione per il 6 marzo 2009. Il più coinvolto ero io, naturalmente, perché De André è sempre stato un mio fedele compagno di viaggio, per ragioni di età ma anche di contenuti. I ragazzi hanno risposto positivamente e ci siamo messi a lavorare.
Abbiamo cominciato un percorso musicale, ma anche e soprattutto umano, che ci ha portato a trasmettere le nostre emozioni positive a chi è venuto ad ascoltarci il 6 marzo, poi il 18 aprile, poi in tante altre occasioni nell'arco di un anno e mezzo di concerti, dagli home concerti di 60/70 persone, alle molte centinaia del Teatro Rasi di Ravenna o della Festa provinciale del PD». Paolo Ghezzi definisce De Andrè «esploratore del significato della vita e del Dio nascosto, che non è il Dio canonico ed ecclesiastico, ma presenza misteriosa che soffia un'anima nel mondo e a cui ci si rivolge quando si ama intensamente la vita e si vuole penetrare nel senso delle cose e del tempo che passa. ‘Evangelista’ anarchico e apocrifo, Fabrizio De Andrè semina la sua ricerca, i suoi dubbi e ci racconta i suoi ‘santi’ senza aureola. Da Si chiamava Gesù, alla Buona Novella, passando da Il pescatore fino a Bocca di rosa, ci coinvolge in una riflessione, credo comune a tutti, che forse non ci porta certezze, ma che almeno ci fa vivere emozioni importanti».
Il ricavato dell'iniziativa sarà devoluto al progetto Libero di Arci Solidarietà per sostenere i trasporti sociali in favore di disabili, dializzati e persone in difficoltà e alla Fattoria dell'Ospitalità dell'Anffas di Cesena.