Progetto di educazione alla legalità


Perché l’Educazione alla legalità? 

Il decennio che ci siamo lasciati alle spalle è stato molto importante e significativo nella lotta alle mafie. La mafia siciliana nei primi anni novanta ,con le stragi di Capaci e Via D’Amelio, sferrò un duro colpo allo Stato: colpendo due protagonisti come i giudici Falcone e Borsellino  incrinando l’equilibrio delle istituzioni. 

Tuttavia  quello fu il momento del riscatto civile degli italiani, ed in modo particolare dei siciliani, i quali furono protagonisti di una stagione di protesta, nella quale non solo vollero schierarsi contro Cosa Nostra, ma divennero essi stessi protagonisti del rinnovamento. Questo fu ancora più visibile successivamente con il fenomeno di Tangentopoli, cioè il sistema di corruzione costruito dal mondo delle imprese, dal mondo creditizio da una parte della magistratura e parte del  mondo politico: anche in quel caso il paese dette vita ad un vasto movimento di protesta che indicava la voglia di cambiamento, e la voglia di contare. 

Questi furono i due eventi (tangentopoli e attacco allo stato da parte di Cosa nostra) che segnarono i primi anni novanta, da allora l’Italia non è più la stessa.Quelle vicende portarono inevitabilmente alla ribalta il valore della legalità, del rispetto delle leggi e fecero scoprire a molti la questione morale: ossia un senso alto delle istituzioni e della democrazia.  

Ecco perché l’Educazione alla legalità: reprimere da subito ogni forma d’illegalità diffusa, combattere ogni forma di sopruso, vivere le leggi non come limiti, ma come opportunità.

 

 Perché la scuola? 

La scuola nel suo insieme è legalità: essa va intesa non come “un momento”, seppure importante della vita d' ognuno di noi, ma come il luogo in cui per  la prima volta  ci si confronta con altri, dove bisogna rispettare alcune norme ed avere una precisa condotta. 

La scuola è la prima grande istituzione da rispettare e da rafforzare, è nella scuola che avviene il passaggio di consegne tra le generazioni e dove ci si trova a svolgere un ruolo attivo in una comunità. 

Per queste ragioni pensiamo che “l’istituzione scuola”  possa  essere protagonista nella diffusione della cultura della legalità e della democrazia, per una migliore convivenza tra diversi, nel rispetto delle regole, e per una società più giusta.

Ciò non significa fare un corso d' educazione civica, tutt’altro significa costruire un percorso articolato dove due sono i protagonisti: le regole e lo studente.

  • Le regole come strumenti condivisi da tutti ed indispensabili per una civile convivenza e per queste soggette a mutamenti, quest’ultimi garantiti da procedimenti trasparenti e democratici.
  • Lo studente non solo come destinatario passivo delle leggi, ma custode delle regole fondamentali della nostra Carta Costituzionale ed interprete della società nella quale le leggi sono applicate.

Solo così si capisce che diritti e doveri non sono due termini che si somigliano, ma rappresentano valori, battaglie, processi storici,  e spesso sono lo specchio di culture e di costumi della società. 

Infine  una società è più giusta  se è condiviso un altro principio, quello della responsabilità: responsabilità come comportamento durante la propria vita, come cemento tra generazioni, come cultura per affermare che un diritto non è un favore e per fare del dovere una premessa indispensabile per tutelare gli interessi della collettività.

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